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MNEMIC
Realizzata il 25/01/2010
Autore:
Valentina Bernocco


Guillame Bideau ci ha raccontato genesi e contenuti del nuovo album “Sons of The System” con qualche aneddoto sui colleghi del music business, James Hetfield e sulle assolate spiagge della Sardegna...

“Estremamente brutale”, ma anche “estremamente melodico”. Così un solare e divertito Guillaume Bideau, voce dei danesi Mnemic, descrive il quarto lavoro di studio della band, appena pubblicato all’inizio del mese per l’etichetta Nuclear Blast. “Sons of The System”, questo il titolo, promette di collocarsi sulla scia dei lavori precedenti e in particolare del disco d’esordio “Mechanical Spin Phenomena”, rappresentando allo stesso tempo uno spazio di libera sperimentazione e accostamento di generi diversi. Guillame, subentrato al microfono a Michael Bøgballe nel 2006, ha raccontato a Groovebox genesi e contenuti dell’album, senza tralasciare qualche simpatico aneddoto sui colleghi del music business, su un mostro sacro come James Hetfield e sulle assolate spiagge della Sardegna…


GB: Allora Guillaume, innanzitutto come state, considerando che il vostro quarto album di studio, “Sons Of The System” è in uscita a gennaio? Quali sono le vostre aspettative e sensazioni a riguardo?

Guillaume: Stiamo molto bene, e devo dire che siamo tutti piuttosto in agitazione riguardo all’uscita dell’album. Siamo parecchio soddisfatti delle reazioni ricevute fino a questo momento dalle riviste musicali, dalle webzine, dai nostri fan e dalla nostra etichetta. Speriamo di accontentare più fan dei Mnemic possibili. Sia quelli storici, sia quelli più recenti.

GB: Come descriveresti questo vostro ultimo lavoro? Rappresenta un’evoluzione nel vostro suono e nel modo di comporre, specie se paragonato a “Passenger”?  In alcune interviste recenti lo avete definito “molto eclettico, molto vario” e “più teatrale, più elettronico e più accattivante” rispetto ai lavori precedenti.

Guillaume: Volevamo dare grande spazio alla sperimentazione. Nessun limite predefinito. Volevamo anche realizzare qualcosa che fosse estremamente brutale ed estremamente melodico allo stesso tempo e con un suono più spontaneo rispetto agli album precedenti. Ecco, potremmo dire un po’ meno “scandinavo”? He he… Volevamo essere estremi ma anche orecchiabili. Amo i ritornelli orecchiabili, sono un elemento importante per quanto mi riguarda, qualcosa che amo nella musica in generale. Direi che è un album più maturo ma non più complesso, è più aggressivo ma fedele alla storia dei Mnemic… Forse si tratta di semplice evoluzione del suono, oppure di un momento di transizione: non sapremmo dirlo. Ma l’abbiamo realizzato senza porci troppe domande.

GB: Alcune recensioni già uscite parlano di un ritorno al suono potente del vostro album di esordio, di durezza ma anche di “momenti sorprendenti”, innovazione e persino melodia. Concordi con queste descrizioni?

Guillaume: Non c’è alcun punto su cui potrei dissentire. Sembra che in molti paragonino “Sons Of The System” a “Mechanical Spin Phenomena” e sinceramente questo non rispecchia la nostra opinione, ma quest’ultimo album è qualcosa di nuovo anche per noi. Non è l’abbiamo ancora digerito, e quindi vedremo cosa ne penseremo tra un paio i mesi. Ma riguardo alle parole durezza, momenti sorprendenti, innovazione e melodia, non posso che essere d’accordo!

GB: A cosa si riferisce l’espressione “Sons Of The System”, di cosa parla la canzone che dà il titolo all’album?

Guillaume: Parla della ribellione contro un male più grande.

GB: Avete scelto come produttore Tue Madsen, con cui già avevate lavorato per “Mechanical Spin Phenomena” e “The Audio Injected Soul”. In che modo questa scelta ha influito sulle sonorità dell’album?

Guillaume: Tue è un po’ come il sesto componente del gruppo. Ha contribuito a quasi tutti i nostri album, perciò è la persona che conosce i Mnemic meglio di chiunque altro. Inoltre ci ha permesso di sperimentare più che in passato. Ma in realtà non ci ha influenzati: gli abbiamo spiegato quali fossero le nostre intenzioni e abbiamo condiviso ogni scelta fino a identificare una direzione che fosse giusta per entrambe le parti. Una direzione per il nostro sound che lasciasse sia lui sia noi al 100% soddisfatti.

GB: Cosa puoi dirci del processo creativo e della fase di registrazione di quest’album? Quando avete iniziato a lavorarci avevate un’idea specifica sul risultato da ottenere? E, più in generale, il vostro metodo compositivo è cambiato nel corso degli anni?

Guillaume: Abbiamo iniziato  a comporre nell’ottobre del 2008. All’epoca non avevamo un’idea precisa della direzione musicale da imboccare. Ma poco tempo dopo l’abbiamo trovata. Tra l’ottobre del 2008 e il gennaio dello scorso anno abbiamo composto individualmente e, una volta avuto abbastanza materiale, l’abbiamo messo sul tavolo per poi selezionare le cose migliori. In un secondo momento, da quel materiale selezionato abbiamo individuato una direzione comune su cui lavorare. Non ho fatto parte dei Mnemic fin dagli esordi della band, ma so che il loro modo di comporre era leggermente diverso, ovvero componevano interamente durante le sessioni di prova. Adesso usiamo un metodo misto: per metà componiamo mentre proviamo e per metà ciascuno a casa propria. Ma anche nel caso in cui una canzone venga interamente scritta da uno solo di noi, dopo essere stata suonata può cambiare struttura o essere completamente riarticolata. Il suono dei Mnemic deriva dal miscuglio delle influenze e dal “tocco speciale” di ciascuno di noi.

GB: C’è chi ha parlato di un’evoluzione nel tuo modo di cantare. Che ne pensi?

Guillaume: Sicuramente la mia voce suona più aggressiva. Questo è uno dei punti che mi ero fissato in partenza. Volevo urla brutali ma anche un cantato molto melodico. La medesima nota può essere suonata con o senza distorsione e ho lavorato molto su questo punto. Ma non parlerei di un’evoluzione nel mio modo di cantare. Se il risultato è diverso rispetto a “Passenger” è soprattutto perché le canzoni sono diverse. Quindi il mio cantato cambia da album ad album. Basta guardare ai One-way Mirror o agli Scarve (altri due gruppi i cui ha cantato Bideau, l’ultimo abbandonato nel 2006 proprio per unirsi ai Mnemic, ndr): non canto mai nello stesso modo, perché la canzone stessa mi indica come farlo. In ogni caso, riguardo ai Mnemic personalmente amo molto di più ciò che ho fatto in “Sons of the system” piuttosto che in “Passenger”.

GB: Parliamo dei testi. Su cosa si basano principalmente, c’è qualche tema ricorrente?

Guillaume: Le canzoni parlano della nostra visione del mondo, del “sistema”… Mircea (Mircea Gabriel Eftemie, chitarrista e tastierista, ndr) e io siamo gli autori delle liriche. Personalmente, descrivo la società attuale attraverso i miei occhi e la mia sensibilità. E mi piace quando la gente suggerisce interpretazioni personali delle cose che scrivo. Il discorso è simile per Mircea, anche se lui ha la sua particolare visione ci come sarà il futuro tra 50 o 100 anni. Ed è anche l’autore ei testi più tormentati. A volte è davvero fuori di testa! (ride). Beh, devo ammettere che lo sono anch’io…

GB: Girerete qualche videoclip per quest’album?

Guillaume: Sì, a febbraio gireremo un videoclip in Danimarca. E posso dirvi che sarà qualcosa di completamente diverso da ciò che abbiamo realizzato in passato. Vedrete…

GB: Sono passati quasi tre anni da “Passenger”. Quali artisti o generi musicali vi hanno influenzato di più in questo periodo? Siete anche stati in tour per molto tempo e mi chiedo se anche questa sia stata una fonte d’ispirazione…

Guillaume: Non direi che essere in tour sia stata una fonte di ispirazione per noi, ma è certamente stato un modo per diventare un vero gruppo, dato che nel 2006 sono entrato a far parte dei Mnemic ritrovandomi subito in studio a registrare canzoni che non avevo composto insieme a loro. Tutto il materiale era già pronto prima del mio arrivo. Sono certo che se avessimo avuto tempo di inserire un tour prima della registrazione di “Passenger” il disco avrebbe avuto un suono diverso, non dico migliore ma certamente diverso. “Passenger” è il risultato delle loro canzoni e della mia voce messi insieme, mentre “Sons Of The System” è semplicemente un album dei Mnemic.
Per tornare al discorso delle influenze, ultimamente non ascoltiamo più molto metal, ma generi molto diversi tra loro. Posso citare tra le influenze di “Sons Of The System”  i Depeche Mode, i Nine Inch Nails e i Muse. Non che la nostra musica ricordi la loro, masi tratta di gruppi che abbiamo ascoltato molto ultimamente.

GB: Secondo te è ancora valida la definizione “future fusion metal” che gli Mnemic hanno dato di se stessi qualche anno fa? Sul web si inciampa in tutta una serie di definizioni che i vostri fan cercano di appiccicarvi, da “melodic death metal”, a “industrial metal”, a “metalcore”… a volte litigando per avere ragione! Che ne pensate?

Guillaume: Certamente ci ha sempre contraddistinti un certo sapore industrial, e credo che questo spieghi la parola “future” nella definizione che citavi. “Fusion” si riferisce al fatto che mescoliamo diversi generi del metal. Quindi sì, credo che questa etichetta ci rappresenti ancora bene, ma forse non è sufficiente. È davvero difficile riuscire a descrivere la propria musica a parole. Melodic death metal, industrial metal, metalcore e così via… in realtà mescoliamo tutti questi generi. E non ci importa poi molto di come la gente ci definisca, l’importante è che amino la nostra musica!

GB: Cosa vi ha spinto ad aggiungere alla tracklist una canzone in esclusiva per ITunes? Pensate sia un canale di vendita valido?

Guillaume: Noi stessi acquistiamo musica su ITunes. Non necessariamente interi album, ma anche singole canzoni. ITunes e servizi simili sono parte del futuro della musica ed è bene sapersi confrontare con questo. Presto i compact disc spariranno e dobbiamo abituarci a quest’idea.

GB: Sembra che la tecnologia vi interessi parecchio. La vostra etichetta, Nuclear Balst, sta lanciando un’applicazione per ITouch dedicata agli Mnemic. Di cosa si tratta?

Guillaume: È stata un’idea di Mircea, lui è davvero aggiornato su ciò che riguarda la tecnologia, ha persino una laurea nel settore. Perciò ha sviluppato lui stesso quest’applicazione. È un modo come un altro per fare promozione, per fare pubblicità agli Mnemic. Semplicemente questo.

GB: Facciamo un piccolo salto nel passato. Sia nel 2007 sia nel 2008 avete aperto per i Metallica in occasione del loro tour europeo. Dopo un traguardo così importante, avete altri sogni nel cassetto? E poi dicci, come è stato collaborare con dei giganti della musica come loro?

Guillaume: Beh, il nostro più grande sogno ovviamente è quello di ritrovarci al loro posto ed avere altrettanti fan nel mondo! I Metallica sono persone davvero amabili e spontanee. Suonare per loro è stato un immenso piacere e onore, specialmente pensando che la prima volta che è successo, ad Aarhus in Danimarca, ce lo hanno chiesto loro! Eravamo in tour con i Deftones e abbiamo ricevuto una chiamata dai loro produttori che ci chiedevano se volessimo aprire per i Metallica, dato che loro lo avrebbero voluto! (ride) Beh, ma certo che lo volevamo! E poi sul nostro bus abbiamo dato via a un party indescrivibile…
Dunque abbiamo suonato negli stadi davanti a 65.000 persone, dividendo il cartellone con gruppi come i Machine Head e i Rage Against The Machine. Devo dire che il catering era eccezionale! Difficile resistere quando sei a dieta… E i Metallica spesso venivano a trovarci. Un giorno, durante il secondo tour che abbiamo diviso con loro,  James Hetfield è venuto a chiederci se in scaletta avessimo inserito la canzone “Dreamstate emergency”, ma non ricordava il titolo e così si è messo a cantare il ritornello… In quel momento abbiamo realizzato che davvero conosceva la nostra musica. Ascoltare una propria canzone cantata da James Hetfield è pazzesco!
Ecco un altro aneddoto divertente: eravamo a Madrid, ancora una volta in un festival immenso in cui suonavano anche il Soilwork. Stavo parlando con un mio amico di vecchia data, Dirk Verbeuren, che suona la batteria nei Soilwork, negli Scarve e nei One-way Mirror. Eravamo nell’area backstage all’aperto e, mentre parlavo con lui, vedervo che faceva delle smorfie ogni volta che guardava alle mie spalle. A un certo punto sento qualcuno battermi sulla spalla ed era James, venuto a chiedermi come stavo, come andasse con il tour eccetera. L’ho presentato a Dirk ed è rimasto a parlare per qualche minuto, per poi tornare nel backstage. Dirk era shockato all’idea che James Hetfield fosse passato per un saluto! A volte i gesti più naturali assumono proporzioni incredibili, e lui non riusciva a credere a quello che aveva visto. Poi mi sono accorto che nel backstage tutti mi stavano guardando chiedendosi: “Ma chi è questo tizio? James Hetfield l’’ha salutato, perciò dev’essere qualcuno di importante!” (ride). È stato davvero esilarante!

GB: C’è qualche band danese che apprezzate in modo particolare e che vorreste suggerire ai nostri lettori?

Guillaume: Certamente! Innanzitutto i Fukt, una straordinaria band di drum&bass, con cui presto saremo in tour in Danimarca. Poi The Psyke Project, un gruppo psyko hardcore metal di ragazzi fantastici e davvero fuori di testa. Poi Vira, Raunchy, e Volbeat ovviamente. E gli Smaxone, dove canta Michael (Bøgballe, ndr), il primo cantante dei Mnemic. In Danimarca abbiamo altri gruppi interessanti ma potete cominciare con questi…

GB: A febbraio farete un piccolo tour nel vostro Paese per promuovere “Sons Of The System”. Che ci dite dell’Italia, tornerete a suonare da noi?

Guillaume: Certo, non appena potremo lo faremo! È sempre un piacere suonare in un Paese così bello.

GB: L’anno scorso avete suonato in Sardegna come ospiti d’onore dell’Heavy Sands Festival. Heavy metal e spiagge assolate, non è un’accoppiata curiosa?

Guillaume: È stato fantastico! Un giorno di concerto e sei giorni di vacanza a Villasimius. La gente del posto è meravigliosa. Un’isola stupenda! È stata un’esperienza incredibile e presto torneremo in Sardegna. Quanto alla coppia spiagge-metal, beh, ci ha ricordato un video dei Pantera! 

GB: Bene Guillaume, è tutto. Grazie mille per il tuo tempo e speriamo a questo punto di vedervi presto in Italia!

 


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