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DESTRAGE
Realizzata il: 13/12/2010
Autore: Tempo
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Settimanale alla scoperta delle migliori realtà musicali italiane in ambito rock e metal. Questa settimana ospiti i DESTRAGE, da Milano.

Ciao ragazzi e benvenuti su Groovebox.it. Come prima cosa presentateci la formazione della band e da dove venite.
Ciao a tutti, siamo i Destrage da Milano. Paolo Colavolpe alla voce, Matteo Di Gioia e Ralph Salati alle chitarre, Gabriel Pignata al basso e Federico Paulovich alla batteria. E’ un piacere fare quest’intervista!

Raccontateci un po' di storia della band: chi sono i fondatori ufficiali, quando è nata la band e com'è nata l'idea?
La band è nata piano piano, in sordina. Prima facevano solo cover e c’era solo Mat della formazione attuale. E a poco a poco siamo entrati io, Fede, Gabriel e Ralph.
Nel 2005 abbiamo inciso il nostro primo demo “Code To Emptiness” e nel 2006 il secondo “Self Id Generator” che ci ha permesso di firmare un contratto con l’etichetta giapponese Howling-Bull.
Urban Being infatti è stato distribuito prima in Giappone alla fine del 2007 e solo da Giugno 2009 nel resto del mondo dalla Coroner Records. Nella stessa estate abbiamo composto e iniziato le registrazioni di "The King Is Fat‘N’Old" che è uscito il 4 Ottobre in Europa e America ed uscirà il 22 Dicembre in Giappone.

Parlateci un pò del nome della vostra band: come nasce e che significato ha per voi?
Letteralmente non ha un significato. E’ nato per caso, avevamo circa 17 anni e una sera parlando del possibile nome della band abbiamo bevuto un bicchiere (anche 2) di troppo e dopo un trip che neanche ci ricordiamo bene siamo arrivati alla conclusione Destrage!
Ci è sempre suonato bene anche da sobri. Quindi non l’abbiamo mai cambiato.

Descriveteci il vostro sound e a quali gruppi e generi vi ispirate maggiormente. Tralasciando il solito discorso "non ci piace essere catalogati in un genere preciso", in quale movimento/genere vi collochereste?
Il nostro sound spazia dal death melodico all’hardcore/mathcore fino al rock’n’roll, accompagnato da elementi grunge e passaggi acustici.
Per quanto riguarda le influenze, quelle di tutti noi 5 messe assieme creerebbero una lista a dir poco infinita. E non parlo di metal bensì di tutto ciò che è racchiuso tra musica classica e techno.
Se dovessi però darti dei nomi “grossi” pensando ai singoli componenti dei Destrage direi Soilwork, Nickelback, The Dillinger Escape Plan, Protest The Hero, Lamb of God, Death, Prodigy, In Flames, John Zorn, Animals As Leaders, Sikth, Nevermore, Karnivool, The Beatles, Alter Bridge, Creed, Extreme, Everytime I Die, Botch, Suicidal Tendencies... ma sono davvero i primi che mi vengono in mente!come puoi ben vedere non esiste una vera e propria corrente unica che raccoglie le nostre influenze!
A proposito del movimento musicale: vedo molto volentieri che spesso siamo accostati a band come Sikth, Protest The Hero e Dillinger Escape Plan. Quindi direi a cavallo tra il mathcore, il prog e il metalcore. Non so se effettivamente i Destrage entreranno a far parte di questo filone, alla fine è la gente che decide, ma se fosse così non mi dispiacerebbe affatto... Credo anche agli altri componenti, spero! :)

Presentatevi a chi non vi conosce: come descrivereste la vostra ultima release e cosa possono aspettarsi gli ascoltatori dalle vostre canzoni?
"The King Is Fat'N'Old" è la nostra scommessa: abbiamo voluto fare tutto quello che ci pareva. Tutta l'energia creativa della band è condensata senza filtri nè stereotipi nei contenuti musicali, letterali, visuali e in tutti gli elementi vivacemente diversi tra loro che tradiscono tuttavia un collante ben visibile, direi tangibile.
La musica è il caos messo in provetta e tenuto sotto controllo, e i concetti sono ancora più intensi dello scorso lavoro ma alleggeriti da una superficie di ironia a tratti demenziale.
Nel disco ci sono anche veri e propri esperimenti di randomizzazione e matematica applicata, ed altre chicche nascoste.
La cosa di cui siamo più felici è di aver messo la sostanza e l'intelligenza al servizio del divertimento.

Ora parliamo della vostra carriera: cosa avete inciso fino ad oggi e quante esperienze dal vivo avete avuto?
"The King Is Fat’N’Old" è il nostro secondo disco ed è stato preceduto nel 2007 dal nostro debut "Urban Being" e prima ancora da due demo di 3 pezzi ciascuno. Il primo nel 2005 intitolato "Code To Emptiness" e il secondo nel 2006 "Self Id Generator".
Abbiamo parecchia esperienza dal vivo anche se paragonata a quella di band Americane o Inglesi è pari a zero. Ma conosciamo tutti l’attuale situazione italiana. Ora abbiamo parecchie date fissate in giro per l’Italia, a Gennaio faremo il nostro primo tour Giapponese e poi punteremo al primo Tour Europeo.

Qual è la vostra canzone di cui andate più fieri?
Fiero non è proprio la parola giusta. Non so per gli altri, ma quella che a me emoziona sempre è "Backdoor Epoque". Ma non so bene perché, forse perché è quella che attualmente ci rappresenta di più. Ma naturalmente è un'opinione personale!

Se, fantasticando, poteste scegliere un producer con il quale incidere un nuovo album, chi scegliereste?
Credo che Rick Rubin e Colin Richardson siano in cima alla mia lista!

E con quale musicista/gruppo realizzereste invece un pezzo assieme?
Per me sarebbe un sogno collaborare con i Prodigy.

Qual è finora il momento più bello e/o importante da quando siete una band? Magari un concerto speciale o l'apparizione su qualche compilation, la vittoria in qualche concorso, qualche risultato insperato...
Credo che il release party di "The King" sia stato il momento in cui la band ha iniziato davvero a sentire il supporto dei fan. E’ stato davvero grandioso vedere così tanta gente cantare i nostri pezzi usciti solo da un mese.

Chi è il principale compositore della band? Usate qualche metodo per assemblare tutte le idee che vi passano per la testa?
Il principale compositore è Mat, ma prendiamo tutti parte nella composizione. Il metodo varia di disco in disco. Ad esempio per "The King Is Fat’N’Old" ci siamo rinchiusi in una casa con chitarre amplificatori e mic, abbiamo messo insieme tutte le idee su fogli e li abbiamo appiccicati su una parete. Questo metodo ci ha aiutato molto a canalizzare tutte le idee, più e meno buone, capire cosa realmente funzionasse per noi ed arrangiarle per renderle al meglio.

Parlateci un pò dei vostri testi: chi è il songwriter principale e quali sono gli argomenti che preferite trattare? E poi, meglio la lingua inglese o italiana?
I testi di questo disco sono quasi tutti di Mat che si è davvero sbizzarrito.
I testi hanno un enorme peso nella nostra musica, è ciò che comunichiamo ai nostri ascoltatori e a nostro parere è un dettaglio assolutamente non trascurabile. Le tematiche variano da canzone a canzone, ma c'è una forte identità concettuale di fondo.
Il Re di cui parliamo è una specie di capro espiatorio del sistema di potere verticale del quale siamo tutti vittime e carnefici, pecore e lupi. Volendo dare un nome e una forma a quello che è il modello capitalistico nel quale volteggiamo come in un tornado abbiamo fatto ricorso a questa anonima figura di re, che ricorre ad una corona (lo status, la gerarchia) come "penis engagement" ed adopera due mani per raccogliere potere e controllo, accumulando capitale nello stomaco (fat) distribuendo con altre due mani terrore e ignoranza (old, non è certo una formula inventata ieri), indorando la pillola con dosi di intrattenimento a prova di idiota per anestetizzare le masse ed educarle alla richiesta e al consumo veicolato, cosicché the King possa regnare per sempre. Questo tema di fondo è sommerso sotto una superficie di apparente nonsense, ci piace di più dire certe cose ridendo e non prendendoci troppo sul serio.

Quant'è importante per voi l'attività live di una band e quant'è determinante secondo voi la presenza scenica e perchè?
E’ fondamentale. Oggi come oggi è il metodo migliore se non l’unico con cui promuovere la propria musica.
Il discorso della presenza scenica è un po’ diverso a mio avviso. L’importante non è tanto pensare a tutti i costi di “spaccare” sul palco come si suol dire. Bensì sentire la tua musica sul palco, ma sentirla davvero. Lasciarti trascinare, come se ogni nota che fai fosse causa effetto di un tuo movimento. Solo così a mio avviso si è davvero convincenti sul palco. Un tutt’uno con la tua musica e con il tuo gruppo. Uno dei momenti più magici per chi ha una band.

Cosa possono aspettarsi i ragazzi che vengono ad assistere ad un vostro show?
Divertimento e mal di collo. Noi vogliamo che chi assiste ad un nostro concerto si diverta anche solo la metà di quanto ci divertiamo noi. I nostri concerti devono essere festa per tutti.
    
Un vostro parere sulla scena italiana e suggerimenti per accrescere il movimento underground sempre più affollato; inoltre vorremmo che ci indicaste quali sono secondo voi i migliori gruppi italiani del momento.
In Italia ci sono davvero band che meriterebbero molto di più di quello che hanno, e questa possibilità spesso e volentieri gli viene negata semplicemente perché sono Italiani. Ma se le nostre band continuano di questo passo, sono sicuro che arriverà il giorno in cui sarà impossibile non notarle.
Disarmonia Mundi, Fomento, Modern Age Slavery, Through Your Silence, Stigma, Forgotten Tears, Taster, Empyrios, A Faded Glory sono solo le prime che mi vengono in mente.

Meglio uscire per un etichetta discografica (che sìa major o indie) o lasciare l'intera gestione della band in stile D.I.Y. e perchè?
Il D.I.Y. a livello discografico e di distribuzione è concepibile attualmente solo per band affermate. Per band nuove che si affacciano in un mercato più saturo che mai invece credo sia ancora indispensabile avere delle persone che ti sappiano “incanalare” e che in qualche modo rendano più possibile uscita dalla jungla del web.

Quanto conta secondo voi il look di una band al giorno d'oggi? Voi badate molto ai "costumi" o salite sul palco in stile "acqua e sapone"?
Noi siamo assolutamente acqua e sapone. Il discorso look dipende molto anche dal genere che suoni. Credo comunque che qualsiasi cosa, se fatta con gusto e se rispecchia quello che si è, possa essere vincente. Ma deve essere vera. Penso che in campo musicale il tempo delle bugie sia finito.

Quanto secondo voi possono aiutare i social network come Myspace, Facebook, Twitter a far conoscere una band? 
Tantissimo. La gente deve poter arrivare alla tua musica in ogni modo. E’ i social network aiutano questo processo. Anche se in realtà tutto il modello bottom-up che domina il web consente ciò.

Prima abbiamo parlato dei gruppi ai quali vi ispirate di più per il genere che fate. Ora invece vorrei parlare dei gruppi che vi hanno cambiato la vita. Quali sono i vostri gruppi preferiti?
I Beatles hanno cambiato mia la vita. I Pantera hanno cambiato la mia vita. I Queen hanno cambiato la mia vita. Mozart ha cambiato la mia vita. I Prodigy hanno cambiato la mia vita. Ma davvero potrei continuare all’infinito.

A livello di musicisti, qual è il vostro sogno nel cassetto? Magari partecipare ad un festival in particolare, suonare di supporto ad un determinato gruppo, vendere un certo numero di album...
Mmm, il mio…Ozzfest assieme ai Lamb of God! Che manata ahahah
 
Album (o gruppo) straniero da consigliare ad un amico
Beck – Modern Guilt… non so perché ma lo sto riascoltando in sto periodo ed è il primo da consigliare che mi viene in mente!

Album (o gruppo) italiano da consigliare ad un amico
Giovanni Allevi – No Concept

Album (o gruppo) sul quale avresti voluto suonare
The DIllinger Escare Plan- Ire Works... assurdo

Ultimo album (o gruppo) ascoltato
Oceansize - Self Preserved While The Bodies Float Up…fantastico.

Ultima cosa: lasciate un breve messaggio di saluto che possa anche convincere le persone ad ascoltarvi.
Vi ringraziamo molto per l’intervista e vi invitiamo ad ascoltare il nostro ultimo disco The King Is Fat’N’Old. E se sarà di vostro gradimento di seguirci sui nostri social network (Myspace, Facebook, Twitter, Wordpress) e naturalmente ai nostri concerti! Yo!


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