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METHODS OF MAYHEM
A PUBLIC DISSERVICE ANNOUNCEMENT
Onestamente parlando, credo che nessuno sentisse la mancanza dei Methods Of Mayhem di Tommy Lee e questo “A Public Disservice Annoncement”, che segue di ben undici anni l’album omonimo d’esordio, ci fa capire il perché. Il progetto solista del batterista dei Motley Crue rimane purtroppo ancorato alle origini crossover/nu metal degli esordi risultando così un album maledettamente banale e assolutamente privo di contenuti, oltre che prodotto con circa una decade di ritardo (caro Tommy la musica è progredita sai? Eri troppo preso da sbornie e sesso sfrenato per accorgertene?).
Spulciando tra le canzoni si trova ben poco di interessante, l’opener “Drunk Uncle Pete” è un hip hop/punk scanzonato che può ricordare anche Blink 182 e Zebrahead, ma se pensate che è cantata da uno che è ormai più vicino ai cinquanta che ai quaranta mette una grande tristezza, si sfiora veramente il senso del ridicolo. Poi si arriva alle becerate rap metal in stile Saliva/Limp Bizkit di “Fight Song” che contribuiscono a rendere l’album ancora meno interessante.
Come nel 1999 anche nel 2010 c’è spazio per un po’ di elettronica che ritroviamo nell’elettro/tribal/hip hop di “All I Wanna do”, brano assolutamente inutile ma che sicuramente avrà delle chances nel mercato consumistico americano come singolo da club e radio, così come anche la successiva e poppettara “Back To Before” che sembra un mix di Duran Duran e Depeche Mode. Con “Party Instructions” si và a toccare più o meno lo stesso territorio industrial degli ultimi Linkin Park, ma il caro Tommy è riuscito a fare persino peggio di loro.
Non voglio essere del tutto disfattista, anche se di certo la qualità media del disco non aiuta, dopo due o tre ascolti ci si rende conto che alcuni pezzi rock come la malinconica “Louder” e “Blame” possono diventare anche ascoltabili. Da segnalare in “Only One” la presenza di Chino Moreno dei Deftones che comunque non riesce ad abbellire con il suo timbro vocale una canzone già scialba di suo, anzi, il pezzo è talmente bruttarello che rischia più volte di forzare e rovinare l’interpretazione di un Moreno decisamente fuori luogo.
L’unica cosa grintosa ed accattivante di questo “A Public Disservice Annoncement” è la copertina, per il resto si và in contro ad una bocciatura totale che porta Tommy Lee su uno dei gradini più bassi dell’anno assieme ai suoi connazionali Linkin Park.
UnderD
Voto: 4
TRACKLIST:

1. Drunk uncle pete
2. Time bomb
3. Louder
4. Fight song
5. Blame
6. 2 ways
7. Talk me off the ledge
8. Only one
9. All i wanna do
10. Back to before
11. Party instructions
12. I really want you (bonus track)
13. Let’s go (bonus track)