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GONE IS GONE
Echolocation

Eravamo tre amici musicisti al bar, tutti liberi da impegni con la propria banda. No, non è una rare track di Gino Paoli ma la situazione in cui si sono trovati Troy Sanders dei Mastodon, Troy Van Leeuwen dei Queens of The Stone Age e Tony Hajjar dei riuniti At The Drive-In. Tre musicisti che all'ozio hanno preferito rimboccarsi le maniche ed unire le forze per un side project che in pochi mesi ha già raccolto molti consensi; stiamo parlando dei Gone Is Gone. Dopo il rodaggio con l'EP omonimo di questa estate, è la volta del primo vero album della band americana: "Echolocation". Sanders, Leeuwen e Hajjar hanno dato vita ad una creatura complessa, dal sound sicuramente non immediato ma qualitativamente elevata. Stilisticamente l'esordio dei Gone Is Gone si muove tra Crack The Skye dei Mastodon, l'ultima release dei QOTSA, i Puscifer e qualche piccolo richiamo al dark rock anni ottanta. In pratica si è tentato di proporre qualcosa di nuovo, qualcosa che fosse il meno banale possibile, infischiandosene delle regole e mode del mercato. Il disco è atmosferico ed evocativo, l'ideale colonna sonora per delle riprese in 4k di paesaggi dei fiordi del nord Europa. L'iniziale e meravigliosa "Sentient" con le sue atmosfere tooliane basterebbe per giustificare l'acquisto di "Echolocation" che ormai mostra come Troy Sanders si senta perfettamente a proprio agio nelle vesti di cantante (a questo punto mi auguro che gli venga dato molto più spazio anche nei Mastodon). Se canzoni come "Gift" e "Pawns" mostrano chiaramente le influenze delle due principali band d'origine dei tre musicisti (i Queens of The Stone Age per la prima, ed i Mastodon per la seconda), il resto del disco si articola su esperimenti ben riusciti come la reinterpretazione di "Roads" dei Portishead (che va ben oltre la classica cover), il romanticismo di "Dublin" che mantiene anch'essa delle coordinate trip-hop, l'alt rock di "Colourfade" vestito di APC e Tool ed il dark rock di "Slow Awakening" che in un sol boccone raccoglie prestigiose influenze come quelle di Killing Joke, Joy Division e Bauhaus. Se questi sono i presupposti i Gone Is Gone sono destinati a diventare una bella realtà del movimento rock alternativo. Per fortuna c'è ancora qualcuno tra i "big" che ha ancora voglia di mettersi in discussione.

UnderD
Voto: 7,5
TRACKLIST:

Sentient

Gift

Resurge

Dublin

Ornament

Pawns

Colourfade

Roads

Slow awakening

Fast awakening

Resolve

Echolocation