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MASTODON
EMPEROR OF SAND

Il settimo album dei Mastodon "Emperor Of Sand" dimostra ancora una volta le straordinarie doti compositive della band americana che ha raggiunto livelli di eccellenza tali che pare ormai sfornare ottimi album quasi in modalità "pilota automatico". Dopo un paio di uscite discografiche ("The Hunter" e "Once More 'Round The Sun") tutt'altro che brutte ma che risentivano di una certa "stanchezza" creativa dopo l'exploit strepitoso di "Crack The Skye", i nostri si ripresentano con un disco che li riporta a standard elevatissimi equiparabili al trittico "Leviathan", "Blood Mountain" e al già citato "Crack The Skye". "Emperor Of Sand" è un concept album che narra di un viaggio nel deserto, il cui sound "caldo" rende perfettamente l'idea del clima torrido  delle vicende narrate. Musicalmente la band ha fatto un mezzo passo a ritroso verso "Blood Mountain" o le parti meno prog di "Crack The Skye", limitando al minimo indispensabile le recenti influenze prog rock anni settanta in favore di un suono più "asciutto" e diretto. La novità più evidente di questa opera settima è l'evidente influenza dei Black Sabbath di Ozzy e Iommy, sia nelle melodie ("Steambreather",  "Roots Remain" e "Andromeda") che nei riff ed assoli di Hinds e Kelliher ("Word To The Wise" e "Clandestiny"). L'album è un susseguirsi di picchi straordinari cavalcati dall'epicità travolgente di "Ancient Kingdom" che vengono però anticipati dalla commerciale e radiofonica "Show Yourself", un hard rock moderno (del tutto slegato o quasi dal resto di Emperor Of Sand) a metà strada tra Foo Fighters e Queens Of The Stone Age che pare quasi essere stato messo in apertura di tracklist per prendere in giro i fun (l'umorismo e la simpatia dei Mastodon è ben nota a tutti). Per chi è rimasto più affezionato ai Mastodon dei primi anni duemila, c'è una fantastica "Scorpion Breath" che con la sua intro molto simile a quella di "Seabeast" ed il suo sound roccioso ci riporta al periodo "Leviathan". Se per tutto il disco il prog rock sembrava essere stato messo da parte, sull'ultimo brano "Jaguar God" si ripresenta, portandoci tra atmosfere sognanti (qui citerei i lavori di Ronnie James Dio) ed accelerate che mostrano, ancora una volta, forti dosi di Sabbath, "Crack The Skye" e anche Dream Theater: pezzo fantastico. Disco straordinario, suonato in modo ineccepibile. I Mastodon hanno regalato al metal un altro classico del genere e si confermano come una delle band più in forma del settore.

UnderD
Voto: 9
TRACKLIST:

Show yourself

Sultan's curse

Precius stones

Steambreather

Roots Remain

Word to the wise

Ancient Kingdom

Clandestiny

Andromeda

Scorpion Breath

Jaguar God