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SUICIDE SILENCE
SUICIDE SILENCE

Il nuovo disco degli americani Suicide Silence è uno degli ascolti più spiazzanti degli ultimi anni, perchè solamente tre anni fa i nostri, con l'ottimo "You Can't Stop Me" si erano confermati come una delle realtà deathcore più quotate in circolazione nonostante il cambio di formazione che aveva visto l'ingresso dell'ex cantante degli All Shall Perish Eddie Hermida (assoldato in seguito alla morte di Mith Lucker), mentre ora con l'omonimo "Suicide Silence" ci troviamo al cospetto di una band completamente diversa; una band nu metal. La sensazione è che si sia voluto ripetere l'esperimento già fatto dai Bring Me The Horizon, anche se in questo caso invece dei Linkin Park e del loro sound radiofonico, si è tentato di rimanere nei confini più alternativi di vecchie glorie come Korn e Deftones. Purtroppo per i Suicide Silence, il passo sembra essere stato troppo azzardato o prematuro. Per questo totale cambio di rotta è stato assoldato il guru dei produttori nu metal, quel Ross Robinson che ha fatto le fortune dei primi Korn, Deftones, Slipknot e Limp Bizkit. Come già dimostrato con Korn 3 e "The Mediator Between the Head and Hands Must Be the Heart" dei Sepultura, Ross Robinson pare avere perso il fluido magico di un tempo (forse perchè il nu metal era considerato morto già da molti anni) ed il suono dei Suicide Silence ne risente in modo palese. Per farvi un'idea di come suona questo disco provate a prendere il sound di "Korn 3: remember who you are", toglieteci le vocals di Davis ed aggiungeteci delle parti melodice simili a quelle di "Adrenaline" dei Deftones (anche se più sgraziate) che si alternano a screamo e growl ereditati dal recente passato deathcore. Una marmellata di suoni e stili che danno fin troppo l'idea dell' improvvisazione. Hermida & C. hanno in pratica azzerato la tempistica di quello che per tutte le band si chiama "periodo di evoluzione stilistica", decidendo in modo traumatico di cambiare sesso dall'oggi al domani. Se conoscete bene i sopracitati e più recenti album di Korn e Sepultura “Ross Robinsonizzati”, avete già tutto quello che serve per capire di cosa stiamo parlando, ad eccezione della traccia d'apertura "Doris" che mi ha fatto tornare in mente una band hardcore come i Will Haven. Sicuramente le intenzioni della band erano buone ma questo disco omonimo pare una nave buttata a mare senza timoniere ne timone. Da ragazzino, quando ti comprano il motorino devi sempre fare cinquecento chilometri di rodaggio prima di sfrecciare per le strade, ecco, per gli album a venire sarebbe il caso che i Suicide Silence si ricordassero del periodo di rodaggio. La fretta è cattiva consigliera. 

UnderD
Voto: 5
TRACKLIST:

1. Doris (feat. Jose Mangin)
2. Silence
3. Listen
4. Dying in a Red Room
5. Hold me up, Hold me down
6. Run
7. The zero
8. Conformity
9. Don't be careful you might hurt yourself