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LOWER THAN ATLANTIS
SAFE IN SOUND

Sono passati 10 anni da quando i Lower Than Atlantis si sono formati a Watford, in Inghilterra, e 7 anni dal loro esordio discografico, “Far Q”, disco dalle chiare influenze post hardcore - punk rock. Ad oggi gli album prodotti dalla band sono 5 e, disco dopo disco, i quattro hanno abbandonato le loro radici per addolcire i suoni e spostarsi gradualmente, verso sonorità sempre più pop. 

L’ultima fatica si chiama “Safe in Sound” e possiamo dire che a tutti gli effetti risulta il disco più pop prodotto dalla band capitanata da Mike Duce; lo stesso frontman ha dichiarato in diverse interviste di essersi ispirato addirittura alle sonorità di alcune boy band. Mossa che sicuramente farà acquistare ulteriore notorietà alla band e amplierà i consensi tra le frange più giovani di ascoltatori e perderà per strada i fan della prima ora. Come l’esperienza ha insegnato, un disco pop non vuol dire necessariamente brutto disco: purtroppo però non è questo il caso, in quanto il risultato lascia abbastanza a desiderare. 

In alcuni, seppur limitati passaggi, i riff robusti non mancano, l’opener “Had Enough” ha un discreto tiro e il chorus ha la capacità di entrarti in testa e non mollarti più. Spiccatamente pop rock ma non scontata è “Dumb”, primo singolo estratto dall’album. A mio avviso il miglior brano dell’album. “Work for It” ha il merito di essere il brano più “pesante”  ma permane un non so che di “artificiale” in sottofondo. Ci pensa poi il ritornello sing-a-long a spazzare via le reminescenze hard rock. Per il resto, i brani scorrono in maniera decisamente catchy, leggeri e spensierati. La sensazione generale è di stare ascoltando qualcosa di già sentito e risentito. (ricordate gli “All American Rejects”?). Ne è una esempio l’ultimo singolo “Boomerang”, con le sue spruzzate elettroniche, i ritmi danzerecci e il ritornello ripetitivo. Non si può negare che questo “Safe in Sound” sia accattivante e prodotto alla perfezione, anche in seguito alla firma del contratto con Sony. E’incredibilmente orecchiabile, i ganci vocali sono implacabili, con battute e parti di chitarra arrangiate alla perfezione. Ma la scelta che i Lower Than Atlantis hanno fatto in termini di sound, a mio parere li rende ancora di più una piccola macchia nel mondo troppo affollato di band simili.

Ambrisa
Voto: 6
TRACKLIST:

Had Enough

Dumb

Long Time Coming

Boomerang

Work For It

Could Be Worse

I Would

Money

I Don’t Want To Be Here Anymore

A Night To Forget