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THE DILLINGER ESCAPE PLAN
DISSOCIATION

Sono passati diciassette anni da quel "Calculating Infinity" che ha cambiato per sempre il volto del post-hardcore al punto tale che per definire lo stile dei Dillinger fu coniato il termine mathcore. Di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima fra cambi di formazione (l'unico membro sopravvisuto della formazione del seminale debutto è il chitarrista Ben Weinman) e dischi sempre ad un livello ottimo ed anche per il combo del New Jersey è arrivato il momento di scrivere la parola fine. A sorpresa, poco dopo l'annuncio dell'uscita dell'album, è infatti arrivata la notizia che questo sarà l'ultimo lavoro in studio accompagnato dall'ultimo tour.  L’album si apre con "Limerent Death" e le sue folli accelerazioni, il buon Greg Puciato come sempre ci delizia con una prova vocale fuori dalle righe che alterna ruvidissimi screaming a parti melodiche. Subito dopo arriva "Symptom of Terminal Illness"  uno degli highlight del disco con una melodia vocale che ti entra in testa per non lasciarti mai più, un brano che sicuramente live avrà una resa enorma e coinvolgerà il fedelissimo pubblico dei Dillinger.  "Wanting Not So Much to as To" ci riporta invece proprio allo storico esordio con i suoi cambi repentini di tempo, a metà il pezzo si spezza in due grazie ad un ottimo e melodicissimo refrain. L'elettronica di "Fugue" è invece un curioso esperimento che riesce solo in parte e, forse, spezza un po’ troppo il disco dopo appena 3 brani. Nella seconda parte dell'album troviamo invece l'assalto frontale di "Surrogate" dove possiamo apprezzare il sempre geniale lavoro di Weinman alle chitarre e le urla disumane di Puciato. Ci avviamo poi al finale con le ottime "Honeysuckle" e "Apologies not Included", quest'ultima particolarmente riuscita grazie al solito alternarsi di parti hardcore ad altre più melodiche. Il finale è affidato alla struggente titletrack, addio perfetto, dove  la voce è accompagnata da un tappeto di archi ed elettronica. Emblematico è il verso finale "Finding a way to die alone" per una band che ha scelto il tempo giusto per il proprio commiato prima che l'età potesse intaccare le proprie mostruose performance live.  Un epilogo ottimo (come del resto tutta la discografia della band) per una band che ha cambiato per sempre il volto della musica

Marco Neri
Voto: 8
TRACKLIST:

 1. Limerent Death - 4:06

 2. Symptom of Terminal Illness - 4:03

 3. Wanting Not So Much to as To - 5:23

 4. Fugue - 3:49

 5. Low Feels Blvd - 4:05

 6. Surrogate - 5:05

 7. Honeysuckle - 4:22

 8. Manufacturing Discontent - 4:22

 9. Apologies Not Included - 3:23

10. Nothing to Forget - 5:15

11. Dissociation - 6:14