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CAVALERA CONSPIRACY
BLUNT FORCE TRAUMA

Da quando Max Cavalera ha avuto finalmente la sua reunion personale con il fratello Igor nei Cavalera Cospiracy non si è più concesso un momento di pausa alternando quasi con cadenza annuale i nuovi album di Soulfly e per l’appunto dei neonati Cavalera Conspiracy che se prima erano visti come un’anticipazione di una possibile reunion dei Sepultura ora, giunti al loro secondo album, diventano un progetto a sé dotato di una propria autonomia a tutti gli effetti.
A meno di un anno dall’uscita di "Omen" dei Soulfly e a tre dall’esordio “Inflikted” arriva dunque il secondo album dei fratelli Cavalera intitolato “Blunt Force Trauma” che è il classico album che tutti i fans di Max vorrebbero sentire, quindi non aspettatevi chissà quali nuovi terreni esplorati ma bensì undici brani all’insegna dell’headbanging dove l’hardcore vi viene continuamente scaraventato contro con rabbia viscerale, come su “Torture” e “Burn Waco”; altro elemento che mette in risalto le tendenze '–core' della band è il brano “Lynch Mob” che vede la presenza come seconda voce di Roger Miret degli Agnostic Front, alle prese con un brano che combina hardcore, groove e thrash, mentre con il pezzo “Thrasher” ci si avvicina ad una attitudine thrash/death. 
L’album presenta molte canzoni riconducibili allo stile di "Dark Ages" dei Soulfly come “Warlord”, “Killing Inside”, “I Speak Hate”, “Target”, “Genghis Khan” e “Rasputin” che oltre a promettere sfracelli in sede live hanno anche quel piacevole e allo stesso tempo malinconico retrogusto di Sepultura old school. Le immancabili bonus track questa volta ci propongono i due pezzi “Psychosomatic” e “Jihad Joe” che non fanno altro che far aumentare i rimpianti pensando a cosa potrebbero fare di buono i Sepultura riuniti se si decidessero una buona volta di smettere di litigare tra loro rinfacciandosi problemi e incomprensioni ormai vecchi di quindici anni. Al momento dei saluti arriva la cover dei Black Sabbath “Electric Funeral” che appare più che altro come elemento riempitivo da dare in pasto agli estimatori più feticisti della band.
“Blunt Force Trauma” è l’emblema della coerenza musicale di Max e Igor Cavalera, che preferiscono continuare a sfornare musica fatta su misura per i loro estimatori piuttosto che ricercare nuove e rischiose soluzioni, nonostante tutto siamo sicuramente di fronte al miglior album targato Cavalera dai tempi di Dark Ages, se non altro per la godibilità generale delle canzoni.

UnderD
Voto: 7+
TRACKLIST:

1. Warlord
2. Torture
3. Lynch mob
4. Killing inside
5. Thrasher
6. I speak hate
7. Target
8. Genghis khan
9. Burn waco
10. Rasputin
11. Blunt force trauma
12. Psychosomatic (bonus track)
13. Jihad Joe (bonus track)
14. Electric funeral (Black Sabbath cover)