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DEFTONES
KOI NO YOKAN

Avevamo lasciato i Deftones due anni fa dopo l'uscita del fortunato Diamond Eyes che quasi a sorpresa ha riportato la band di Sacramento sulla cresta dell'onda facendogli vivere una sorta di seconda giovinezza artistica. Grazie a quell'album che rappresentava una perfetta fusione tra Around The Fur e White Pony i nostri riconquistarono pubblico e critica dopo il mezzo passo falso fatto con Saturday Night Wrist. Dopo un tale successo le scelte erano due: o campare di rendita sfornando album fotocopia non dovendo dimostrare più niente a nessuno o rimettersi in gioco nuovamente alla soglia dei quarant'anni. Per nostra fortuna i Deftones non hanno mai amato cullarsi sui propri successi e così nel 2012 arriva l'opera numero sette, "Koi No Yokan", un'album forse meno diretto del suo predecessore, ma sicuramente più variegato, melodico ed incline alla sperimentazione. Una sorta di step in avanti quindi, un secondo tentativo di maturazione dopo quello un po' incompreso di SNW e questa volta la strada intrapresa sembra essere quella giusta. I brani aggressivi un po' old school non mancano, come "Leathers", "Goon Squad" e "Polterheist" che con quel riff molto Meshuggah dal vivo dovrebbe avere una resa davvero notevole. Proseguendo ci si imbatte in riff solidi, volutamenti lasciati un pò grezzi per non appiattire troppo le canzoni, su cui poggiano le delicate e curatissime melodie di Chino Moreno. In quest'ottica possiamo segnalare "Swerve City" dal riff forse un pò troppo ripetitivo e le bellissime "Romantic Dreams", epica, romantica e allo stesso tempo malinconica, "Graphic Nature", un pezzo un pò WP dove Moreno sfrutta al meglio la parte "erotica" della sua timbrica, e "Gauze" che più l'ascolti e più ti ricorda qualcosa dei Glassjaw. Le novità più evidenti forse le troviamo nelle sfumature Tooliane di "Tempest" e nelle atmosfere eteree di "Rosemary", un brano delicato, intimo, reso meno fragile solo dai riff non troppo invadenti di Carpenter. Il pezzo pare voler ricordare che comunque nel loro essere sofisticati i Deftones al loro pedigree alternative metal non vogliono rinunciare. Qualche novità arriva anche da "Entombed", che sembra portare in dote l'esperienza solista di Moreno nei Crosses ed è composta da diverse anime: un po' elettronica, un po' rock e forse anche impercettibilmente un po' 30 Second To Mars (non per forza deve essere qualcosa di negativo). A chiudere l'album arriva forse il pezzo più deboluccio del lotto, una "What Appened To You" che ha i crismi di una semi ballata con melodia tendenzialmente pop e che forse non rappresenta la migliore delle chiusure per quello che è un album indubbiamente notevole anche se non arriva, seppur di poco, alle vette toccate dal suo predecessore.

UnderD
Voto: 7/8
TRACKLIST:

1-Swerve City
2-Romantic Dreams
3-Leathers
4-Polterheist
5-Entombed
6-Graphic Nature
7-Tempest
8-Gauze
9-Rosemary
10-Goon Squad
11-What Happened To You