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CALIBAN vs HEAVEN SHALL BURN
THE SPLIT PROGRAM II
Dico io, c'era proprio bisogno di questo split? Dopo tutti i sermoni triti e ritriti sulla saturazione del mercato metalcore e blablabla vari, c'era davvero bisogno di un qualcosa la cui pubblicazione è semplicemente fine a sè stessa? Per alcuni evidentemente sì, per altri evidentemente no. Questione di punti di vista.
Già, perchè questo disco certamente non va ad aggiungere granchè al curriculum di questi due ottimi gruppi, autori di album apprezzabilissimi quali "Antigone" per quanto concerne gli Heaven Shall Burn e "The Opposite from Within" per quanto riguarda i Caliban; la combinazione, seppur indiscutibilmente esplosiva e catalizzante, non produce assolutamente nulla di nuovo negli stili che già conosciamo ed apprezziamo, dato che le due band teutoniche ripropongono esattamente il sound che ha permesso loro di guadagnarsi una buona notorietà in giro per il mondo.
Non si tratta tuttavia di un esperimento nuovo: come già si intuisce dal titolo infatti, esiste la versione "I" di questo split program e risale a circa 5 anni fa, quando ancora i ragazzi dovevano iniziare a percorrere quella strada che li avrebbe poi portati a diventare dei veri e propri anfitrioni del moderno metalcore; l'edizione "II" potrebbe quindi essere intesa come una sorta di celebrazione del successo ottenuto e degli obiettivi impensabilmente raggiunti da questi pionieri, una rimpatriata tra amici di vecchia data che ad oggi si ritrovano assieme per festeggiare l'apice della propria carriera.
Il calcio d'inizio spetta agli Heaven Shall Burn i quali, oltre all'intermezzo esclusivamente musicale "Nifaedd Von" (curato da Olafur Arnalds), ci propongono due canzoni inedite intitolate "Unleash Enlightment" e "No One Will Shed A Tear", una rilavorazione di "If This Is A Man" (realizzata in passato e presente sullo split con i Fall of Serenity), ed infine due cover, "Downfall Of Christ" dei Merauder e "Destroy Fascism" degli Endstand: come detto prima, lo stile è sempre lo stesso che ha ottimamente plasmato e modellato il fortunato "Antigone", ossìa un sound devastante e lineare con impressionante intensità, sottoponendo senza tregua l'inerme ascoltatore ad un potente assalto infuocato.
Con "Destroy Fascism" si chiude quindi la prima metà dell'album e con questa anche il 'turno di lavoro' degli Heaven Shall Burn, i quali quindi cedono palla e microfono ai compatrioti Caliban: questi ultimi però portano in dote una sola traccia inedita, "The Revenge", in perfetta sintonia con tutto quanto contenuto nell'ultimo "The Opposite From Within". A questa novità infatti, i Caliban hanno deciso di affiancare quattro 'vecchie' tracce rispolverate per l'occasione: "One More Lie" e "One Day" sono tratte dall''EP di debutto del 1998; "Arena Of Concealment " dal primo vero album full-length "A Small Boy and a Grey Heaven"; ed infine "A Summer Dream", canzone già presente nello split numero uno. Il risultato è una buona commistione fra vecchio e nuovo, utile a far scoprire il lato più aggressivo, al limite del puro hardcore, della compagine germanica agli esordi, un lato spesso sconosciuto agli odierni fans dell'ultim'ora. In ogni caso sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di più fresco da parte dei Caliban, un ulteriore e gustoso inedito in più avrebbe certamente giovato alla causa. Pazienza.
Per questo quindi dalla metaforica sfida rievocata da titolo ed artwork escono vincitori gli Heaven Shall Burn, frutto di un apparente maggiore impegno e dedizione al contrario appunto dei Caliban i quali, non si sa se per carenza di idee o per scarso interesse verso questa release, di certo non ci mettono molto impegno nè fantasia, limitandosi a proporre il minimo indispensabile in termini di zelo; ciò va inevitabilmente a rafforzare il concetto affermato nell'incipit, e cioè l'impressione che questo lavoro sia alquanto fine a sè stesso (e ciò influisce negativamente sul mio voto personale) pur disponendo di un potenziale qualitativo assai alto, un qualcosa destinato a far parlare di sè per un determinato periodo salvo poi essere risucchiato nel dimenticatoio, utile soprattutto a stuzzicare l'appetito per i nuovi, attesissimi, lavori personali di entrambe le formazioni.
Insomma credo proprio che nessuno (label a parte) si metterà a piangere per un eventuale flop, ma se apprezzate sia i Caliban sia (soprattutto) gli Heaven Shall Burn non lasciatevi assolutamente sfuggire questo disco.
Tempo
Voto: 6,5
TRACKLIST:

Heaven Shall Burn
01. Unleash Enlightment
02. No One Will Shed A Tear
03. Nyfædd Von
04. If This Is A Man
05. Downfall Of Christ
06. Destroy Fascism

Caliban
07. The Revenge
08. Arena Of Concealment
09. One Day
10. A Summer Dream
11. One More Lie