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CHIMAIRA
CHIMAIRA

Esistono tanti motivi che possono portare una band a decidere di chiamare con il proprio nome un nuovo disco, soprattutto se non si tratta del primo lavoro prodotto. Credo che i "Chimaira" con questo omonimo album vogliano dare un messaggio forte di loro stessi, facendo di questo disco il manifesto musicale della band e dello stile che probabilmente avrebbero voluto proporre al pubblico già tempo fa ma che, o per motivi di ordine superiore o per paura di fallire, non hanno mai tentato.
Questo disco non si può paragonare ai dischi delle nuove leve del metalcore nè tantomeno del nu-metal; qualcuno lo definirebbe NWOAHM termine che vuol dire tutto e niente e, in quanto tale, per alcuni potrebbe spiegare al meglio cosa caratterizza "Chimaira" quanto potrebbe lasciare altri schiacciati da un enorme punto interrogativo. Questo terzo album su Roadrunner è sicuramente il punto di arrivo di un'evoluzione che ha portato il sestetto di Cleveland a dimenticare le sonorità nu metal di "Pass Out Of Existence" a favore di un percorso musicale più metal già intrapreso con "The Impossibility Of Reason".
Dieci canzoni potentissime e non facilmente assimilabili al primo ascolto in primis per la durata media di ciascun brano (si oscilla tra 4.43 min di "Comatose" ai 7.36 min di "Lazarus") ed in seconda battuta per alcuni tratti di ripetitività che emergono dal disco. La violenza che scaturisce dalle canzoni non è fine a sè stessa nè tantomeno casuale, il disco è ben studiato: si alternano intense strofe caratterizzate da riff pesanti come macigni e dalla voce imponente di Mark Hunter a parti durante le quali il ruolo di protagonista è lasciato alla chitarra solista di Rob Arnold che si mette in risalto sul muro sonoro costruito dalla seconda chitarra di Matt Devries. L'introduzione del nuovo batterista Kevin Talley (ex-Dying Fetus) conferisce sicuramente più incesività ai brani perdendo però in creatività. Buono anche l'apporto alle tastiere e sampling di Chris Spicuzza il quale pur non intervenendo in maniera massiccia sulle canzoni sa creare atmosfere appropriate come a metà di "Nohing Remains" o in "Salvation". Proprio "Nothing Remains" e "Salvation" sono le, a mio avviso, le tracce migliori di questo lavoro che risulta essere tutto d'un pezzo, potente dall'inizio alla fine eccezion fatta per la seconda canzone citata che incrina questa continuità sonora inserendo una parte di cantato più melodica rispetto alle altre nove tracce.
Certamente questo disco farà la felicità di quanti chiedono degli album che per durata ripaghino del denaro speso per l'acquisto. Personalmente avrei fatto volentieri a meno di qualche minuto di musica a favore di un disco più diretto e meno ripetitivo; probabilmente un'attenta scelta del produttore avrebbe evitato quest'inconveniente che comunque non adombra le eccellenti qualità tecniche e compositive dimostrate in questo disco dai Chimaira.

OmaR
Voto: 7
TRACKLIST:

01. Nothing Remains
02. Save Ourselves
03. Inside The Horror
04. Salvation
05. Comatose
06. Left For Dead
07. Everything You Love
08. Bloodlust
09. Pray For All
10. Lazarus