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NICKELBACK
DARK HORSE
Dopo la multiplatinata trinità “Silver Side Up”/ “The Long Road”/ “All The Right Reasons”, tornano alla ribalta i Nickelback con “Dark Horse”, nuovo lavoro di studio prodotto da tal Mutt Lange che di dischi di platino ne sa qualcosa (vedi “Back In Black” degli AC/DC, “Hysteria” dei Def Leppard, etc).
Le premesse per un nuovo album plurimilionario ci sono tutte insomma. Bisogna solo andare a sentire se qualcosa è cambiato nel sound o nel songwriting della band. Dopotutto con un titolo come questo e soprattutto una rinnovata veste grafica, così carica di oscurità con tanto di Kroeger & co immortalati in una tenebrosa cattedrale, viene normale presagire una parziale sterzata verso suoni ancora più duri formalizzati in brani più diretti e meno melensi. Ma il responso finale smentisce questa ipotesi.
I Nickelback hanno puntato sullo stesso cavallo al grido di "squadra che vince (in questo caso 'vende') non si cambia". L’album è infatti farcito per bene di un cospicuo numero di ballad a dispetto degli episodi più duri dove i quattro di Alberta (Canada) sembrano muoversi meglio grazie ad una potenza di suono e di un cantante carismatico che poche band al mondo possono vantare.
Brani come l’opener “Something in your mouth”, “Next to ground” e “S.E.X.” sono un perfetto esempio di muscoli e classe, ma alla lunga rimangono episodi piuttosto rari e isolati in un disco dove prevale la ricerca disperata di hit da classifica (notare lo sticker sulla copertina dove casualmente vengono indicate solo ballad), forse unico vero limite di questa grande band colpita dalla maledizione di “How you remind me”.
Alla luce di tutte queste considerazioni “Dark Horse” è la testimonianza di come sia difficile svincolarsi da certi canoni quando si è in possesso di una formula vincente e rodata come quella dei Nickelback, sorta di nuovi Re Mida del music business. Non che sia un brutto disco, ma di certo non mi sento di dire che sia uno dei capitoli meglio riusciti. Gli 11 brani presenti in scaletta non spiccano per originalità e non vedo potenziali grandi singoli del calibro dei predecessori, nonostante sia convinto al 99,9% che anche questa volta i Nickelback ne usciranno da vincitori della corsa.
Salvatore Dragone
Voto: 6
TRACKLIST:

01 Something in your mouth
02 Burn it to the round
03 Gotta be somebody
04 I’d come for you
05 Next go round
06 Just to get high
07 Never gonna be alone
08 Shakin’ hands
09 S.E.X.
10 If today was your last day
11 This afternoon