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CALIBAN
SAY HELLO TO TRAGEDY

Ed eccoci giunti a l'ennesimo capitolo targato "Caliban".
A 12 anni dalla fondazione del gruppo possiamo annunciarlo ad alta voce: ebbene si, i Caliban non hanno intenzione di cambiare di una virgola tutto quello che hanno fatto in passato.
O meglio, spulciando spulciando forse qualche differenza la troviamo, ossìa adattarsi alla moda del momento e cercare di estrapolare qua e là ingredienti da aggiungere al già noto minestrone.
Il risultato però non è soddisfacente e questo "Say Hello To Tragedy" probabilmente rispecchia veramente quello che sono i Caliban: un gruppo al traguardo finale, ad un passo dal cosidetto "dimenticatoio".
Riff sentiti e risentiti, breakdown di una banalità sbalorditiva, basta ripescare un loro qualsiasi cd precedente per risentire tutti e dico tutti i "rallentamenti" che troviamo in questo.
Possiamo trovare una leggera differenza nelle linee melodiche: infatti questa volta la scelta è stata piu selezionata, riducendo la lunghezza e l'intensità dei soliti ritornelloni smielati; probabilmente qualcuno ha fatto notare al buon Denis Schmidt che dal vivo non è all'altezza di riprodurre i risultati dello studio di registrazione. 
Il frontman Andy Dorner decide di non cambiare di una virgola lo stile del cantato, ma perlomeno lui il suo sporco lavoro nei live show lo ha sempre fatto in maniera ottimale spopolando altresì tra le ragazzine sempre piu numerose a questo tipo di concerti; la restante parte del gruppo è purtroppo inutile nominarla, basta dare un ascolto al materiale degli album precedenti...
Insomma, prendendo spunto dal titolo di una canzone inclusa nella tracklist proprio di quest'album, la "vendetta dei Caliban" è riuscita, tutt'altro.
"Diciamo ciao alla tragedia" lo possiamo benissimo buttare senza rimorsi in mezzo ai milioni di dischi deathcore che continuano ad uscire, sperando sempre che la musica provenga da stati d'animo sinceri e non di certo dal carrozzone modaiolo che passa.
Il gruppo tedesco in questione è famoso per cavalcare queste ondate e forse è il momento di metterci un punto.
Nemmeno il tour con i Kreator li ha fatti cambiare...

Machinesofhate
Voto: 5
TRACKLIST:

01. 24 Years
02. Love Song
03. Caliban's Revenge
04. End This Sickness
05. Walk Like The Dead
06. No One Is Safe
07. Liar
08. The Denegation Of Humanity
09. Unleash Your Voice
10. All I Gave
11. In The Name Of Progression
12. Coma