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KUTSO
Realizzata il: 04/06/2012
Autore: Crossoverboy
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Crossoverboy fa due chiacchiere coi KuTs0 e si fa raccontare un po' di tutto dalla band, parlando di musica e di tanto altro.



Ciao ragazzi e benvenuti su Groovebox.it. Come prima cosa presentateci la formazione della band e da dove venite.
Ciao, i kuTso sono Matteo Gabbianelli (voce); Donatello Giorgi (chitarra); Alessandro Inolti (batteria); Luca Amendola (basso). Veniamo dalla capitale e dintorni....

Raccontateci un po' di storia della band: chi sono i fondatori ufficiali, quando è nata la band e com'è nata l'idea?
Matteo ha dato vita alla band più o meno 6 anni fa; dopo tanti cambi di line-up si è giunti a questa formazione che sopravvive da qualche anno. L'idea è stata quella di creare un gruppo musicale gioiosamente distruttivo e disperatamente goliardico, che approcci ai propri concerti come fossero rocambolesche battaglie corpo a corpo contro il nulla, dove ogni azione è lecita.

Parlateci un po' del nome della vostra band: come nasce e che significato ha per voi?
La parola “kutso” (si pronuncia “cazzo”) nasce tanti anni fa tra i banchi del liceo in cui Matteo annoiato e disinteressato, scriveva parolacce sui muri “inglesizzandole” a piacere. Il carattere ambiguo e provocatorio della parola “kutso” ci ha incuriosito al punto che ne abbiamo fatto una bandiera contrapposta a ciò che viene chiamato “volgarità”, il cui concetto non è altro che il prodotto della congiuntura culturale di un determinato contesto storico e geografico, quindi privo di valore assoluto.

Presentatevi a chi non vi conosce: descriveteci il vostro sound e a quali gruppi e generi vi ispirate maggiormente. Tralasciando il solito discorso "non ci piace essere catalogati in un genere preciso", in quale movimento/genere vi collochereste?
Il nostro sound proviene da contesti estremamente diversi. E' un miscuglio tra il cinismo e la teatralità di Giorgio Gaber, l'effervescenza di Michael Jackson, la rabbia disperata dei Nirvana, la solarità degli Weezer, l'intimità di Battisti e la poliedricità dei Beatles. Per quanto riguarda le liriche invece, io (matteo) sono totalmente ispirato dalle mie letture disordinate di narrativa, storia e filosofia mescolate ad una tendenza innata a piangere e sputarmi addosso.

Siete al lavoro su un nuovo album o lo state per pubblicare? Se sì, parlatecene un po' altrimenti come descrivereste l'ultimo lavoro che avete realizzato e cosa possono aspettarsi gli ascoltatori dalle vostre canzoni?
Per ora la nostra unica pubblicazione è l'ep “Aiutatemi” disponibile esclusivamente ai nostri concerti. Non abbiamo fretta di realizzare dischi o full length...a noi interessa semplicemente che la nostra robaccia giri tra la gente, non ha importanza se sottoforma di disco, singolo, video, o mp3. La nostra intenzione è comporre canzoni piacevoli da ascoltare senza fatica.

Ora parliamo della vostra discografia e carriera: qual è stata la prima cosa in assoluto che avete mai registrato, cosa avete inciso fino ad oggi e quante esperienze dal vivo avete avuto?
Abbiamo più di 30 brani mai pubblicati, ma già prodotti che girano nella rete. La prima registrazione che sia stata effettuata con il nome “kutso” è un brano di musica elettronica “La signora porta a spasso il cagnolino” cantato da un ultra novantenne (Achille Bresciani, prozio del nostro cantante) indignato per la merda di cane che imbratta i marciapiedi. Per quanto riguarda l'aspetto live, stiamo suonando moltissimo soprattutto nel centrosud. Abbiamo fatto decine di concerti in questi ultimi mesi. Siamo contenti e stranamente  ottimisti.

Quale vostra canzone consigliereste a chi non vi ha mai sentiti?
“Alé”, la trovate su youtube.

Qual è finora il momento più bello e/o importante da quando siete una band?
Il ricordo più bello, esilarante ed eroico è quando il nostro batterista Alessandro a causa di impegni è arrivato sul palco a concerto già iniziato in versione acustica (c'eravamo rassegnati al fatto che non sarebbe più venuto). Mentre suonavamo abbiamo cominciato a sentire la batteria, ci siamo girati e lui era lì dietro i tamburi trafelato e sudatissimo. Sono scoppiato a ridere mentre cantavo. E' stato molto divertente, sembrava fatto apposta.

Chi è il principale compositore del gruppo? Usate qualche metodo per assemblare tutte le idee che vi passano per la testa?
Io (matteo) scrivo tutte le musiche e le parole, successivamente ci vediamo in sala e arrangiamo insieme i brani. Nella composizione do priorità alla musica cantando in finto inglese. Quando una melodia mi rimane in testa per almeno due giorni, vuol dire che è quella giusta e allora comincio a buttar giù parole finché, dopo notti insonni, mal di stomaco, ripensamenti e istinti suicidi, il brano è lì pronto per essere suonato.


Quant'è importante per voi l'attività live di una band e quant'è determinante secondo voi la presenza scenica e perchè?
L'attività live è l'unico momento divertente del suonare per quanto mi riguarda. Comunicare con la gente che sta sotto il palco è ciò che ci interessa. Il concerto lo fanno tutti i presenti alla serata: band e audience. Non si tratta di uno show, ma di una festa  irrazionale, dove si predilige il gesto piuttosto che il ragionamento.

Quanto conta secondo voi il look di una band al giorno d'oggi? Voi avete un vostro “dress code” oppure salite sul palco come capita?
Non conta il look, conta amare se stessi ed esprimere i propri moti interiori fino alle estreme conseguenze.

Cosa possono aspettarsi i ragazzi che vengono ad assistere ad un vostro show?
Mi piacerebbe che chi venisse ad un nostro concerto per la prima volta, pensasse: “Ma dai??? Allora si può fare!”

Un vostro parere sulla scena italiana e suggerimenti per accrescere il movimento underground sempre più affollato; inoltre vorremmo che ci indicaste quali sono secondo voi i migliori gruppi italiani del momento.
Parere: Vogliamo bene a tutti. Suggerimento: pensate a voi stessi, ma con gentilezza e umanità.

Meglio uscire per un'etichetta discografica (che sìa major o indie) o lasciare l'intera gestione della band in stile D.I.Y. e perchè?
Meglio fregarsene di questi discorsi e cercare di far sì che ogni nostra azione ci lasci una via d'uscita.

Quanto vi hanno aiutato i social network come Myspace, Facebook, Twitter a farvi conoscere e quanto in generale questi strumenti possono aiutare un gruppo a farsi conoscere rischiando però di cadere nella marea di band emergenti che forse abusano di questi mezzi? A tal proposito, quali sono i vostri contatti sui social network?
Internet è la vera rivoluzione di questo momento storico; se non esistesse la rete, il nostro pubblico sarebbe un centesimo di quello che è ora.
Contatti facebook: kutso che fico – pagina fan: kutso  - myspace: www.myspace.com/kutso – twitter: http://twitter.com/#!/KuTs0

Se, fantasticando, poteste scegliere un producer con il quale lavorare, chi scegliereste?
Noi siamo i produttori di noi stessi e gli unici in grado di far suonare le nostre cose esattamente come vogliamo.

E con quale musicista/gruppo realizzereste invece una canzone (o un remix) assieme?
Non ci viene in mente nessuno.

Prima abbiamo parlato dei gruppi ai quali vi ispirate di più per il genere che fate. Ora invece vorrei parlare dei gruppi che vi hanno cambiato la vita, anche di tutt'altro genere. Quali sono i vostri gruppi o cantanti preferiti e quali vi hanno spinto a voler diventare musicisti?
Io (Matteo) ho cominciato suonando la batteria, mi piacevano gli iron maiden e i nirvana...volevo fare casino...mi affascinavano i movimenti scomposti del rock, li trovavo eroici.

A livello di musicisti, qual è il vostro sogno nel cassetto?
Pagare i debiti grazie alla musica.

Album (o gruppo) straniero da consigliare ad un amico
The New Pornographers

Album (o gruppo) italiano da consigliare ad un amico
Frank Sent Us

Album (o gruppo) in cui avresti voluto suonare
kuTso

Ultimo album (o gruppo) ascoltato

Nina Simone And Piano

Ultima cosa: lasciate un breve messaggio di saluto che possa anche convincere le persone ad ascoltarvi.
Lasdnlasdnòcaldscn!!!!!


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